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Digestione uomo

Capelli

Effettuando un'analisi comparativa dell'apparato digerente dell'uomo con quello degli altri animali è risultato che, come si poteva già dedurre, l'uomo ha l'apparato digerente uguale a quello delle scimmie. Gli alimenti più facilmente digeribili dalle scimmie, e dunque dall'uomo, sono i frutti crudi (i cibi dell'uomo primordiale). Le scimmie si nutrono anche di semi, germogli, foglie, fiori, corteccia, steli, midollo, radici, funghi, insetti e vermi e in casi di necessità di carne, piccoli vertebrati e uova d'uccello. In conclusione da questa analisi risulta che una dieta ricca di frutta cruda sarebbe l'ideale, senza rinunciare all'utilizzo moderato di carne, uova, funghi, semi e radici.

Sudorazione

La sudorazione viene prodotta da due tipi di ghiandole sudoripare: le ghiandole apocrine e le ghiandole eccrine. Le prime, prevalentemente distribuite nelle ascelle e nella regione perianale, svolgono una funzione preminente nella produzione di ferormone e non sono implicate nel processo di termoregolazione. Le seconde invece, distribuite in tutto l'ambito cutaneo e innervate da fibre simpatiche postgangliari a trasmissione colinergica, si trovano in prevalenza sulle superfici palmari, plantari e ascellari e hanno un ruolo importante nel mantenimento della temperatura corporea. Il sudore è composto di acqua, ioni, urea e immunoglobuline. È composto anche da colesterolo e, durante sforzi fisici rilevanti, acido lattico. La principale causa che determina la produzione di cattivo odore (bromidrosi) associato a secrezioni di sudore, può essere riconducibile ad un'anomalia per quantità e qualità di tale fenomeno. Il sudore che raggiunge la superficie cutanea è inizialmente inodore: la secrezione eccessiva dalle ghiandole eccrine o apocrine viene attaccata dai batteri autoctoni che vivono sulla nostra pelle, i quali producono alcune sostanze chimiche "volatili" che possono diventare, in alcuni casi, maleodoranti. Nelle mani, ad esempio, è la macerazione della cheratina indotta dalla quantità di sudore in eccesso a produrre un odore sgradevole. Fattori come un'igiene non adeguata, particolari condizioni mediche o dermatologiche, iperidrosi o eccessiva crescita della flora batterica cutanea, possono contribuire all'insorgenza del disturbo.

La bromidrosi può essere favorita da: malattie che portano ad un particolare odore del corpo e delle sue secrezioni (brucellosi, insufficienza renale-epatica, micosi, iperidrosi, ecc.); alimentazione con largo utilizzo di cibi speziati, aglio, cipolla, alcol e caffeina; assunzione di particolari farmaci.

Per gestire questo fastidioso problema bisogna individuare e risolvere la causa della patologia e non limitarsi semplicemente a mascherare l'odore del corpo con deodoranti, per cui è consigliato il lavaggio con sapone germicida almeno due volte al giorno, rimuovere gli abbigliamenti sudati e depilare la zona interessata per evitare l'accumulo di batteri. Per una cura definitiva è necessaria la visita da uno specialista che può fornire opzioni di trattamento permanenti che comprendono interventi chirurgici come la rimozione delle ghiandole sudoripare apocrine mediante escissione chirurgica o liposuzione superficiale.

La bromidrosi può essere causata anche dall'iperidrosi.

L'iperidrosi può essere definita quale un'eccessiva sudorazione, spontanea o provocata. Può essere localizzata su tutto il corpo, caratteristica più tipica delle iperidrosi definite secondarie, oppure può essere localizzata in alcune specifiche aree: palmo delle mani e pianta dei piedi (60-80%), ascelle (30-40%). Altre aree possono essere interessate in modo meno frequente, come fronte o schiena, e spesso coesistono nello stesso paziente più localizzazioni affette da eccessiva sudorazione. Le maggiori cause di iperidrosi sono: malattie metaboliche (es. ipertiroidismo); squilibri ormonali (es. menopausa); obesità; problemi psicologici. La diminuzione del sintomo può essere ottenuta: applicando sulla pelle asciutta pomate anti-traspiranti; utilizzando la tecnica della ionoforesi; iniettando piccole quantità di tossine botuliniche; rimozione delle ghiandole sudoripare oppure comprimendo il nervo ascellare, comportando però una sudorazione compensativa, ovvero un aumento di sudorazione in altre zone del corpo.

Il capello si suddivide in una parte esterna, il fusto, ed una parte interna al cuoio capelluto, la radice. Il fusto è un lungo filamento cilindrico formato da cellule di cheratina. La radice termina con un ingrossamento tondeggiante, bulbo, che è racchiuso in una specie di cavità detta follicolo pilifero. Nella calvizie il follicolo diventa più piccolo, processo di miniaturizzazione, e produce un capello fine, impalpabile, alla fine invisibile.Alla base del follicolo c’è la papilla germinativa, centro vitale del capello, ricca di vasi sanguigni che portano l’ossigeno e gli elementi nutritivi che fanno vivere il capello. Essa è circondata dalla matrice del capello, un anello di cellule in proliferazione, cheratinociti. Questi producono in continuazione la cheratina e fanno quindi crescere il fusto del capello verso l’esterno. Collegate ai capelli sono le ghiandole sebacee che producono il sebo, una sostanza oleosa che forma un sottile velo che ripara e nutre i capelli dalle aggressioni esterne rendendoli morbidi e lucidi. Per evitare stress meccanici o termici andrebbero lavati con acqua tiepida, un ultimo risciacquo in acqua fredda permette di chiudere le squame del cuoio capelluto e avere capelli più lisci e lucenti, non pettinarli appena lavati pena rottura e doppie puntedurante. Il lavaggio: massaggiare la radice e la pelle con i polpastrelli delle dita senza fregare le unghie e toccando molto leggermente le lunghezze, sostituire pettini e spazzole in plastica con altri in legno o parti animali per non avere accumulo di carica elettrica nei capelli, tamponarli sempre con i polpastrelli e l'asciugamano senza sfregarli, asciugarli con l'asciugacapelli a velocità e calore intermedi senza diffusore (meglio ancora quando possibile lasciarli asciugare da soli raccolti in una cuffia protettiva), evitare le piastre. Se i capelli vengono a contatto diretto con delle sostanze acide, con pH da 0 a 7 (aceto, balsamo per capelli) le squame dei suddetti si chiudono, lasciandoli morbidi; se invece vengono a contatto diretto con una sostanza alcalina, con pH da 7 a 14 (acqua del mare, candeggina, ecc...) le squame dei suddetti si aprono, facendoli quindi diventare crespi.